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LA MAGIA EGIZIA
CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA
SUA CORRENTE OSCURA O DRACONIANA
Alessandro Vivaldi - Lodge administrator
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Il problema delle fonti
Trovare buone fonti che trattino la magia e l'alchimia egizia
è qualcosa di veramente difficile. Ad oggi, i testi originali
sono corrotti nella loro interpretazione, tanto dalle scienze
umane di stampo positivista, quanto dalle dottrine cristiane sui
culti antichi; dobbiamo inoltre considerare la corruzione apportata
da 3000 anni (forse più) di storia egizia piena di sconvolgimenti
politici, sociali e religiosi. Molti di questi anni, sono ancora
nascosti nell'oscurità del tempo, senza contare poi le
svariate teorie sull'errata datazione della civiltà del
Nilo tutta. Quindi, troppi dubbi per essere certi di qualsivoglia
dato. A parte questo, tutte le fonti originali sono comunque influenzate
dalla moderna egittologia, che relega al ruolo di mera superstizione
la magia. Solo alcuni, molto pochi per la verità, egittologi
e antropologi, si sono aperti a nuove teorie riguardo l'importanza
del concetto di Iniziazione per la civiltà egizia. Ma,
sicuramente, la grandezza di Khem viene dal credo fortissimo del
suo popolo di essere la terra degli Dei. Prima di cominciare a
leggere questo breve articolo, siate sicuri di cancellare quindi
tutto ciò che vi è stato insegnato in proposito,
perché Khem è indubbiamente molto di più
dei soli Iside ed Osiride, delle piramidi e della sfinge, di Ramesse
II, e per favore ricordate che questo è un articolo di
magia, non di egittologia.
Il concetto di Magia (HEKA), Vita
e Morte
L'esperienza magica era qualcosa di molto comune tra gli antichi
egizi, fortemente collegata sia alla vita religiosa, che a quella
mondana. I Testi delle Piramidi, i più antichi in materia,
riportano dozzine su dozzine di rituali, cerimonie e brevi formule,
da quelle per accaparrarsi eventi gioviali nella vita di tutti
i giorni, alle composizioni più complesse per preservare
l'anima del morto. Sono inoltre stati trovati migliaia di amulte
in siti lungo tutto il percorso del nilo, sia appartenenti alla
classe sociale più povera, sia ai nobili. Oltre ciò,
anche i testi più tardi, da quelli dei sarcofagi (medio
regno) agli ultimi papiri di epoca tolemaica, riportano centinaia
di rituali. Gli egizi credevano fermamente nella magia e nella
vita dopo la morte che questa ai suoi massimi livelli poteva portare,
una vita ultraterrena in un mondo di divinità, felicità
e forza.
Come abbiamo detto, il problema
fondamentale è quello delle fonti: molte cose sono state
affermate riguardo la religione, dagli egittologia tanto quanto
dagli egizia di differenti epoche. Queste, sono spesso interpretate
in modo vago, e presentano innumerevoli contraddizioni, specialmete
tra dati religiosi e mitologici, in quanto variano di città
in città. In generale, comunque, la teologia egizia era
monoteista, presentando una sola energia creatrice autogeneratasi
dall'abisso del non-essere, il Nun: questo dio è a volte
chiamato Ptah, a volte Ra, altre Amon, fino a stabilizzarsi su
Amon Ra nel Nuovo Regno. Egli è il Neter-Ua, l'Uno Eterno,
dal quale tutti gli altri Ntr (Neter - divinità, letteralmente
"eterni") derivano. In un certo senso, le altre divinità
non sono altro che le caratteristiche di Amon Ra, gli archetipi
classificatori della sua energia: qualcosa di molto simile alla
Qabalah ebraica, per intenderci, ma molto più antica.
La maggior parte dei testi
magici, sono comunque relativi al processo di morte e resurrezione,
o meglio, liberazione. Gli egizi, come abbiamo già detto,
credevano in un altro mondo, a volte chiamato Amenti, altre Duat:
attraverso questo, l'iniziato accedeva al cielo, o alle stelle.
Le cerimonie connesse con la morte e la mummificazione sono fortemente
influenzati, tutti, dalla dottrina alchemica, magica ed iniziatica.
La mummificazione in particolare, la cerimonia di apertura della
bocca, dimostrano come e quanto la magia sia qualcosa tanto di
normale quanto di necessario per la vita (e la morte) di questa
gente. Credevano infatti che una buona anima poteva risorgere
in uno stato divino, se adeguatamente preparata, senza mai più
morire, diventando un Neter, evitando la reincarnazione e l'eterno
ritorno. Ritenevano di fondamentale importanza la conservazione
dei corpi: il fisico, attraverso la mummificazione, e l'eterico
e spirituale, attraverso la magia e la liberazione, in accordo
col macrocosmo, il signore Amon-Ra.
Le correnti Ctonia, Stellare ed
Osiriaca
É sicuramente difficile spiegare in un breve passo, la
successione delle correnti religiose, magiche e mitologiche in
Egitto. Personalmente ho trovato come ottima fonte di materiale
in proposito, il libro "Egypt the Light of the World"
di Gerald Massey, che si è rivelato ottimo per il suo approccio
tipicamente antropologico, anche se basato su una sorta di evoluzionismo,
tipico degli inizi del '900, e anche se, a dire il vero, risente
di quegli errori in campo egittologico tipici del suo tempo. Generalmente,
come in molte altre civiltà se non tutte, in Egitto si
può individuare divinità feticci evolutesi da alcune
di origine africana. Proprio per questo, spesso, possiamo trovare
in alcune di esse svariate connessioni con i Loa del Voodoo e
correnti affini. Comunque, come negli altri culti, possiamo distinguere
in Egitto appunto un prima fase primitiva, nella quale le potenze
ctonie e dei più normali avvenimenti naturalistici sono
presentati in forma divina: dee come Serqet, lo scorpione, ne
sono un esempio. Di questo periodo è rimasto ben poco,
se non quello che ne è derivato, o comunque reperti di
minima importanza. Passeremo quindi allo stadio successivo.
Sappiamo tutti molto bene
quanto la conoscenza delle stelle fosse sviluppata a Khem. Questo
è avvenuto proprio per la sua forte connessione con la
religione. Ora, qui ci troviamo direttamente davanti al problema
della successione: Massey afferma che quello stellare è
definibile il periodo puramente Tifoniano, dove la creazione è
partita dalla Grande Madre individuata in Ta'Urt o eventualmente
TefNut, e successivamente dal suo primogenito Seth, padre delle
divinità più giovani. Ma, ad oggi, non c'è
nulla che provi questa teoria. Prima di tutto, nulla dimostra
un periodo con reggenza religiosa o politica di tipo matriarcale,
e soprattutto non esistono miti connessi con creazioni ad opera
di una forza esclusivamente femminile. Parlare di un periodo matriarcale
e di uno patriarcale, sebbene possibile in altre civiltà
mediterranee, è a mio modesto parere assolutamente fuori
luogo se riferito all'Egitto. In compenso, le fonti dimostrano
quanto gli egizi siano stati familiari con il completo ed assoluto
equilibrio tra le polarità, incluso il lato maschile e
quello femminile dell'energia. In questo senso, Amon-Ra incorporava
Neith, la natura, il suo lato femmineo, e potremmo dire che le
categorie Shiva e Shakti erano integrate nello stesso dio/dea.
La mitologia relativa alla cosmologia ed alla creazione, tende
a variare da periodo a periodo e da città a città,
pur attestandosi su alcuni cardini fissi fondamentali, tra cui
quelli esoterici: tutto comincia dal Nun, l'abisso, il caos primigenio,
l'utero femminile, in cui l'energia divina (il Neter Ua), la Volontà,
la forza attiva maschile, si autocrea per procedere poi alla costituzione
dell'uomo, del mondo, e degli altri Neter. Unica controparte,
o meglio, polarità creativa femminile che possiamo trovare,
è Neith, lato femmineo del Neter Ua, rappresentante la
Natura come Madre. Leggendo i testi delle Piramidi, in fine, diviene
ovvia l'identità tra corrente stellare e solare: attraverso
il passaggio nel mondo sotterraneo, il Duat o Amenti, e ivi la
trasfigurazione in sole, con l'integrazione, purificazione e dominazione
delle energie tifoniane macrocosmiche rappresentate da Apep, l'Iniziato
(in questo caso il Faraone), accede alle stelle. In conclusione,
si può dire che abbiamo due correnti distinte: la solare/stellare,
e l'Osiriaca, ultima nonchè corrotta, già in un
certo senso influenzata dall'età del ferro e da quei clique
tipici del moderno monoteismo giudaico-cristiano. È, in
ultima istanza, fondamentale distinguere come la prima delle due
sia definibile Draconiana, ma non tifoniana, in quanto di questa
è si parte integrante Mesket, la pura energia dell'ombra,
ma è inserita in un completo insegnamento alchemico tendente
all'equilibrio di tutte le polarità, non alla supremazia
della suddetta. Errate interpretazioni tanto del termine "tifoniano"
quanto della corrente stellare provengono dall'equivoco relativo
alle rappresentazioni delle costellazioni circumpolari (le stelle
Imperiture, chiamate dagli Egizi). In esse abbiamo Draco, Orsa
Maggiore ed Orsa Minore. Il credere che le sette stelle di Ursa
Major rappresentassero la Grande Madre Ta'Urt o Tefnut, ha indotto
antropologi ed esoteristi a vedere in essa le sette forze ctonie.
Interpretazione errata perchè partita da presupposti errati,
infatti Orsa Maggiore, o coscia del Toro, corrisponde a Seth,
mentre Draco è rappresentato come femmina di ippopotamo,
Ta'Urt appunto, e Ursa Minor come Anubis.
L'Iniziazione, i simboli ed il
Corpo
L'iniziazione egizia di tipo draconiano, o come già detto,
solare/stellare, procedeva su alcuni processi fondamentali, che
sono:
• Iniziazione, o cammino cieco nella necropoli,
guidato da Anubis, rappresentato dai suoi sacerdoti.
• Morte mistica e
resurrezione iniziatico, o Morte ed Apertura della Bocca. Questo
è un rito tenuto anche nei funerali veri e proprio, ma
il ritrovamento degli strumenti magici che vi si usavano, insieme
a sarcofagi vuoti, fa ritenere alla moderna egittologia che esso
veniva nello stesso identico modo utilizzato nel frangente puramente
esoterico.
• Primo viaggio nel
mondo infero, a seguito dell'Apertura, nello stato di Uomo.
• Secondo viaggio
nel mondo infero: trasfigurazione in sole, integrazione della
polarità tifoniana, accesso alle stelle (Universo B).
Inoltre, gli egizi usavano una particolare simbologia divina/magica
strettamente connessa con le menzionate macro-fasi alchemiche,
relative a particolari divinità e siddhi. I più
importanti:
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IL PILASTRO DJED: Rappresenta
il sole, la volontà creatrice maschile. Successivamente
assimilato come simbolo di Osiride, nella corrente solare
rappresenta la stabilità, la volontà, il pilastro
di mezzo. |
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L'ANKH: probabilmente il
più famoso simbolo egizio, conosciuto anche come
crux anxata. Deriva dal nodo di Iside, che simboleggia la
magia, l'Heka, la parola di potere. Attributo tipicamente
divino ed iniziatico, rappresenta la il principio di Vita,
l'eternità di esso, l'Heka ed Iside stessa. |
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LO SCETTRO OUJSER: Il tipico
scettro rappresentato nella mano sinistra degli dei. Simboleggia
il potere, la fornza, l'energia, status divino. La parte
superiore è spesso rappresentata come testa di canide
o di animale tifoniano. |
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L'OUDJAT: anche chiamato
l'occhio di Horus o occhio di Ra. Sono in realtà
differenti. Quello di Horus è la forza creativa,
quello che Seth asportò nella lotta ripresa nei miti
osiriaci. L'occhio di Ra rappresenta invece la forza distruttiva,
Sekhmet, la potente. Il primo è la polarità
creativa del sole, il secondo la controparte distruttiva.
In altre versioni solo Sole e Luna. |
Gli egizi distinguevano, inoltre, nove differenti tipi di corpo,
ognuno legato ad una fase, od uno scopo preciso, del percorso
iniziatico:
• Il KHAT, o corpo
fisico.
• Il KA, il doppio,
o corpo energetico, che manteneva in vita gli altri.
• Il BA, o essenza
vitale: l'anima.
• Il KHU, o intelletto.
Il principio spirituale, corrispondente alla mente.
• L'AB, le passioni
ed emozioni. the consciousness of passions and emotions.
• Il SEKHEM, o Volontà.
• Il KHAIBIT, od
Ombra.
• Il REN, il vero
nome, o Vera Volontò in forma di parola di potere.
• Il SAHU, o corpo
spirituale dopo la resurrezione/liberazione.
In fine, tipica caratteristica della religione e magia egizie
è il totemismo ed in simbolo animale in senso più
largo; di seguito, i più importanti:
• Lo Scarabeo: l'insetto divino rappresentante
Kephera. Tale associazione deriva dalla credenza che tale specie
sia di soli maschi, che si riproducono automaticamente in forma
asessuata. "Khepher" significa infatti sia scarabeo
che trasformazione o trasformarsi. Khephera è il dio che
crea se stesso, forma del sole nascente: il divenire fatto Neter,
• Il serpente: uno
dei fondamentali della corrente draconiana ed ofidiana, per gli
Egizi aveva sia polarità femminile che maschile, rappresentava
la forza, l'energia, ma anche il caos, il Serpente Apep, prova
necessaria sulla base dell'integrazione per il rinnovamento e
la trasfigurazione.
• Lo sciacallo/Cane/Lupo: uno degli archetipi
animali più importanti, rappresentato dalle divinità
Upuat/Wepawet, Anubis e KhentyAmenty, rappresenta colui che vede
nell'ombra, che apre la via nel Duat, attraverso il Rosetau, la
via maestra della Necropoli, colui che guida l'Adepto nel cammino
iniziatico.
• Il Falco/Aquila: l'anima, la luce del
giorno, lo spirito di luce di Ra e del Sole, il suo aspetto creativo,
Horus.
• La Leonessa: l'aspetto
femminile dell'energia, quello distruttivo, di Ra. Sekhmet la
Potente.
• L'Ibis: la Parola
di Potere, la Volontà di Ra, Thoth, l'Hermes Egizio. Nella
forma di Fenice, è la resurrezione ciclica.
Sulla religione di Osiride
È piuttosto ovvio intuire quanto la tradizione esoterica
occidentale si sia basata sul corpus mitologico ed esoterico osiriaco.
Ad oggi, sia ordini di Mano Destra che di Mano Sinistra, come
la Golden Dawn, basano svarati insegnamenti sui misteri di Iside
ed Osiride, misteri incentrati sulla resurrezione.
È indubbio il valore
attribuibile simbologicamente al mito, tuttavia la magia Egizia
si è originata da una Via indipendente e sicuramente più
antica di quella Osiriaca, che ad uno sguardo attento apparirà
sempre limitata, se non addirittura errata in alcuni suoi punti,
in particolare da un'approccio puramente Draconiano. I dati archeologici
riportano, prima di tutto, come questa corrente, religiosa e magica,
sia arrivata sulla scena nazionale alla fine della IV dinastia
(sebbene le divinità di per se sono molto più antiche,
almeno al loro stato embrionale). Proprio qui comincerà
la cosi detta "demonizzazione" di Seth, in quanto nemico
di Osiride, e oramai "compagno di Ra" solo nelle dottrine
solari. Prima di tutto questo, Osiride permaneva esclusivamente
a livello locale come divinità preposta all'agricoltura.
Eventualmente, nel momento
di fusione tra correnti Solare ed Osiriaca, egli può essere
inteso come simbolo e del Faraone, e dell'Iniziato stesso, ma
comunque solo ed esclusivamente da un punto di vista più
"destrino". Mai, comunque, sicuramente come Avatar del
Neter Ua, o Ra in terra, resuscitato. Non sicuramente da un punto
di vista prettamente solare e stellare, scevro di influenza cristiane.
È necessario comunque accorgersi della fusione, in particolare
nel Nuovo Regno, delle due dottrine, per motivi politici e sociali,
che comunque nulla hanno a che vedere con i significati esoterici
che vanno individuati in una dottrina pura come ora solo può
essere quella stellare e solare. Tale dottrina, aristocratica,
è venuta necessariamente in conflitto con quella per la
gente comune, osiriaca, creando quelle contraddizioni mitologiche
che oggi dobbiamo affrontare. Oltre ciò, risulta ovvio
quanto abbia Osiride nel suo culto "usurpato" a culti
più antichi. Ne è un tipico esempio il titolo di
"KhentyuAmentiu", ovvero "Primo degli Occidentali"
o signore dei Morti, titolo derivato dalla divinità canide
KhentyAmenty, quindi tutto al più assimilabile ad Anubis,
che vanta lo stesso titolo di signore dell'Occidente (il Duat).
In uno dei più importanti reperti del Khem protostorico,
ovvero la Tavolozza di Narmer, nonchè la mazza reale, abbiamo
rappresentazioni del Sole (Amon-Ra più tardi), del Falco
(Horus il Vecchio), oltre a svariate rappresentazioni riconducibili
agli archetipi canidi (Anubis-Upuat) e tifoniani ( Seth), ma nulla
che attesti la riconducibilità di Osiride a tale preminenza
sopracitata. Nelle sue prime forme, inoltre, egli era riconducibile
forse esclusivamente all'uomo morto. Solo dopo, quanto il popolo
necessitò di una resurrezione non riservata, ma aperta
a chiunque, egli venne a proteggere la casa reale (e i morti comuni).
Alcuni Neter di particolare interesse
• ANUBIS (Inpw, Anpw): Una delle divinità
più antiche, è il Neter dalla testa di sciacallo.
Originariamente associato a "KhentyAmenty", signore
dei morti, e ad Upuat, colui che apre le vie, figure che confluiranno
nel periodo storico in quella di Anubis, in quanto simbolicamente
ricollegabili, nonchè anche data la base archetipale canide.
Protettore e guida dei morti, del Faraone e del sole durante il
viaggio nel Duat, è il simbolo divino stesso del cammino
iniziatico. Dio dell'imbalsamazione e del processo di mummificazione,
era colui che "apriva la bocca" della mummia, restituendole
i sensi per ritornare in vita. Successivamente, molti dei suoi
originari ruoli furono usurpati da Osiride. Spesso identificato
col geroglifico "sab", sciacallo, che ha come radice
"Ab", che significa anche Iniziazione.
• APOPHIS (Apep): Il Drago, il serpente,
simbolo del caos e del lato oscuro dell'universo, nemico di Ra.
Rappresenta il non essere, ed è situato nella settima ora
del Duat dove, vinto da Seth per conto di Khephera, dà
il potere del ritornare al giorno al dio solare. Rappresenta la
forza tifoniana che và dominata allo scopo di accedere
alla autodeificazione iniziatica: l'integrazione del caos.
• HORUS: Il sole nella suo forma rinnovata,
o l'anima (Ba) di Ra. La prima forma attestata è quella
di Horus il Vecchio, simbolo della luce, opposto al fratello Seth,
la tenebra. Nel mito Osiriaco acquisisce la forma di Horus il
Figlio, l'iniziato nella sua fase trasfigurata, e protettore della
dinastia faraonica.
• ISIS (Ast, Aset): Antica divinità
africana che ha acquisito il suo rifinimento in Egitto. Simbolo
della vita, della fertilità sessuale. Signora della Magia,
Iside era la Dea che con l'inganno acquisì il potere del
nome vero di Ra. Neter delle madri e le mogli, nel periodo Osiriaco,
è madre di Horus e moglie di Osiride.
• NEPHTHYS: Sorella di Isis, moglie di
Seth e madre di Anubis, conosciuta come la Signora del Padiglione
Divino. Assimilata spesso a Ta'urt per via della configurazione
stellare accanto a Seth, di cui è l'aspetto femminile.
• SEKHMET: conosciuta come "la Potente",
la leonessa, Signora della Morte, Distruttrice, Figlia del Sole
ed Occhio di Ra. L'aspetto femmineo distruttivo dell'energia pura,
ma anche colei che cura e dà la vita eterna.
• SET (Seth, Swth, Setekh, Sutekh): Conosciuto
come il Dio delle Tempeste (di sabbia), Uccisore di Apep, Dio
della Tenebra, Pari di Horus, Compagno di Ra, originariamente
Seth rappresentava la polarità di tenebra e la tempesta,
senza che ciò implicasse, come poi nel periodo osiriaco,
alcun tipo di male morale propriamente detto. Egli era invocato
soprattutto per dare potenza in guerra alle armate del Faraone.
Una delle armate di Ramesse II, forse il più famoso condottiero
egizio, era a lui dedicata, e fu prescelto come nume tutelare
della XIX dinastia. Nei testi delle Piramidi è descritto
come la forza necessaria per acquisire lo status divino. Si diceva
di lui "Horus purifica e Set fortifica, Horus fortifica e
Set purifica", "Seth sostiene la mia schiena con forza".
Sui Testi originali
Le fonti originarie ad oggi disponibili, possono essere divise
in tre filoni principali: i testi delle Piramidi, provenienti
dalle tombe della IV, V e VI dinastia, i testi dei Sarcofagi,
originari delle dinastie dalla VII alla XIII, ed infine i testi
tardi. Possiamo inoltre dividere il tutto in due tipi: testi funerari
e testi iniziatici, sebbene nel caso dei primi due filoni, questa
divisione viene a sovrapporsi: particolarmente interessanti nel
nostro ambito sono i testi solari (sebbene con influenze osiriache
lievi tipiche dell'età) delle dinastie "sethiane"
del nuovo regno (XVIII e XIX), come l'Am-Duat. Tra i testi funerari
abbiamo quello conosciuto con l'infelice nome di Libro dei Morti,
in realtà il prt m hrw, o libro Dell'Uscita al Giorno,
in realtà corpus di formule differenti e derivate dai testi
più antichi. Mentre, tra i testi iniziatici del Nuovo Regno,
derivati da precedenti, possiamo menzionare:
— Il Libro dei Due Cammini: descrive due cammini di tipo
iniziatico, attraverso la via secca del Rostau o umida attraverso
il Lago Rostau. Derivato dai testi dei Sarcofagi.
— Il Libro dell'Am-Duat, letteralmente il libro di ciò
che è nel Duat. Sicuramente quello che vanta la discendenza
più antica, descrive le regioni (ore), del Duat, il regno
occidentale in cui il sole cala e rinasce come Khephra, dopo aver
integrato il caos macrocosmico nella settima ora, rappresentato
da Apep. Anche conosciuto come "Libro della Camera Nascosta".
— Il libro delle Porte, simile al precedente, in cui sono
descritte le porte ed i guardiani di ogni Ora.
L'alkhimia tifoniana delle Stelle
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Il concetto base su cui si fonda l'Opera
alkhemica egiziana è quello della rinascita e trasfigurazione.
Questo può essere ottenuto tramite la putrefazione
dell'Io che si ha attraverso il viaggio nel Duat. Qui, il
sole/iniziato visita le 12 ore che rappresentano le varie
fasi alkhemico - iniziatiche, passando da uno stato di stasi
ad uno nuovo di essere e ad una nuova coscienza di tipo
divino, acquisendo entrambi i principi di distruzione e
creazione (coscienza kephratica). L'iniziato, attraverso
il corpo d'ombra, il Khaibit o Seth, arriva al principio
distruttivo rappresentato da Apep, il drago del caos, ed
attraverso Horus, il suo corpo di luce o Ba, acquisisce
la controparte costruttiva o sephirotica, autogeneratosi
nella sua struttura interiore. È quindi nel Duat
che avvengono i processi di Solve e Coagula (tra sole/Amon-Ra
e polarità negativa/Apep). Crowley stesso aveva probabilmente
intuito tale processo, vedendo Ra-Hoor-Khuit (Ra-Horakty,
Ra-Horus dell'Orizzonte Orientale) come Ra nella sua Polarità
Horus e Hoor-Paar-Kraat (Sobek-Ra) come polarità
Seth. Il dato di fatto, è che non vi è trasfigurazione
se non viene apportata l'integrazione della polarità
tenebra e la polarità caos, poichè solo essa
(garantita da Seth che è l'unico in grado di dominare
Apep) garantisce la necessaria forza a tale procedimento.
Questo principio oscuro, ha la sua sede tra le stelle del
cielo circumpolare: qui l'adepto deve cercare. Qui risiede
il segreto di Seth, la sua forza, e qui, tra le stelle,
l'Iniziato ritornerà alla fine. |
Mesket, il cielo del Nord e la
sua Energia
Con la parola "Mesket" gli egizi definivano il cielo
circumpolare formato da tre costellazioni maggiori: Orsa Maggiore,
o la Coscia del Toro, Orsa Minore o Cane, e Drago. Queste erano
chiamate anche "Stelle di Seth", ed erano rappresentate
rispettivamente da un toro, o coscia di esso, da un cane e da
un ippopotamo femmina con un coccodrillo sul dorso. In termini
iniziatici e funerari, esse erano anche dette "le Stelle
Imperiture". Tra i vari simboli, esse significavano i Guardiai
dell'Iniziazione stessa, coloro che muovevano la ruota del divenire
cosmico. Oltre ciò, dietro di esse giace il segreto della
rigenerazione e della trasfigurazione. Esse rappresentavano 3
neter fondamentali per il cammino iniziatici: Seth, Anubis e Ta'urt,
una forma di Iside e Nephthys. Qui giace ancora oggi il segreto
della vita eterna, nell'oscura energia che è il cuore della
morte mistica, primo passo dell'Alkhimia della Putrefazione e
del viaggio nelle lande dell'ovest, o regioni infime. Questa energia
è chiamata Mesketiu. La parola viene dalla radice "MS",
che significa "nascita", associata alla parola Ka, o
doppio come già detto. La stessa radice è in Masket,
ovvero la Barca Solare. Mesketiu rappresenta l'energia pura dell'Oscurità
premeva, o il Khaibit del Cosmo, condizione fondamentale per la
rinascita. È pura oscurità in forma di energia.
La chiave per l'Iniziazione Egizia:
i due Anubi
Il dio Anubi è sempre presente nei tesi magici e funerari,
rappresentato anche in forma puramente canide. Possiamo trovarlo
inoltre in diretta connessione con l'iniziazione, insieme al suo
sacerdozio, in testi antichi come quelli di Erodoto e di Apuleio.
Anubi è assimilato nello stesso archetipo divino del classico
Ade e dell'italico falisco-etrusco-sabino Sorano, invero l'archetipo
canide connesso con il mondo infero: colui che vede nell'oscurità
dell'abisso, guida dell'Iniziato, nonchè del Sole notturno
o Khephera, fino alla sfera solare di Thiphereth/Thagirion. È
inoltre appartenente alla sfera di Yesod, connesso con l'arcano
maggiore della Luna, e quindi con Thoth, o Hermanubi. Nel cammino
Iniziatico egli acquisisce due forme, quella dorata e quella nera.
In termini cabalistici ognuna di queste due forme guida su un
sentiero, complementare col suo opposto. Anubi dorato guida sul
sentiero dell'Albero della Vita che porta fino a Thiphereth. Qui
l'Iniziato sviluppa, passo dopo passo, Sephira dopo Sephira, il
suo principio creativo, il Ba o Horus, come abbiamo detto in precedenza.
La seconda forma, o Anubi nero, guida l'Iniziato sul sentiero
del Ha Ilan Ha Izon, che porta fino a Thagirion. Qui l'adepto
ottiene la completa autodistruzione dell'Ego, o putrefazione,
necessaria alla rinascita iniziatica, e sviluppa il suo lato d'ombra,
il Khaibit, o Seth, come in precedenza detto.