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FILOSOFIA
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La filosofia del Dragon Rouge consiste nella via della
Mano Sinistra e nella sua ideologia. La via della Mano
Dinistra è basata su una filosofia che distingue
due vie spirituali principali. Una è quella della
Mano Destra, che ha influenzato molte forme di religioni
e di movimenti di massa. Il suo metodo è la magia
della luce e il suo scopo è l'annichilimento dell'individuo
che diventa così uno con Dio. L'altra via è
quella appunto della Mano Sinistra. Questa denota l'unico,
il deviante e l'esclusivo. Suo è il metod della
magia oscura e dell'antinomianismo (andare contro le tendenze
naturali). Lo scopo di un mago oscuro è diventare
un dio.
La via della Mano Sinistra e della magia oscura non è
una via di "salvezza" adatta a chiunque. Per
molte persone le religioni prestabilite sono molto più
semplici da seguire. La via della Mano Sinistra è
una via impegnativa che prende per garanzia che l'adepto
sia preparato a essere disciplinato, paziente, responsabile
e coraggioso. Ci prendiamo il giusto dovere di sconsigliare
questa via a persone psicologicamente instabili. Lo stesso
vale per le persone che interpretano questa filosofia
nel senso, errato, che l'uomo sia già un dio capace
di compiere il nostro volere liberamente. Per raggiungere
il libero volere e quindi divenire un dio è un
traguardo da porsi. Noi non siamo dei. Ma possiamo diventarlo.
In questo fondamentale aspetto il Dragon Rouge differisce
da molti pensatori esoterici o new age e dai satanisti
che credono che noi siamo già delle divinità,
e che basti solo che realizzarlo. Noi crediamo nel portare
il divino dentro noi stessi come potenziale, ma che possiamo
solo svegliare e evolvere questo lato attraverso un duro
training d'iniziazione.
L'uomo può passare attraverso due nascite. Con
la prima nascita diventiamo individui relazionati alla
madre. Siamo nati fisicamente. Le religioni di luce predicano
un ritorno allo stato di bambino quando si rinuncia alla
libertà, al volere e alla responsabilità
per raggiungere la salvezza Ma l'uomo può passare
attraverso un altra nascita. Con questa diventiamo individui
in relazione all'esistenza. Lasciando la nostra vita passata,
predeterminata, e raggiungendo la libertà d'azione
e volontà, invece di essere creazioni diventiamo
noi stessi i creatori. I riti d'iniziazione presso gli
sciamani, le streghe e i le società di maghi sono
state per anni la via per questa seconda nascita. Lo scopo
della magia iniziatica del Dragon Rouge è una seconda
nascita e un processo di auto-creazione che porta alla
divinità dell'individuo. |
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La Spiritualitą del Lato Oscuro |
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"In
giù mi volgo
verso la sacra, ineffabile,
misteriosa notte"
Da "Inni alla
notte" di Novalis
alias Friedrich von Hardenberg (1772-1801).
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Viene spesso chiesto al Dragon Rouge perché è
interessato principalmente alle forze oscure nelle diverse
religioni, culture e tradizioni. Queste forze non sono forse
associate al male, e non vi è già una quantità
sufficiente di male al mondo?
È di grande importanza rendersi conto fin dal principio
del fatto che le forze oscure e malvage descritte nei miti
non vanno confuse con il male grigio che ci balza incontro
appena leggiamo un quotidiano o guardiamo il telegiornale.
Il male grigio che ci circonda è principalmente commesso
da persone frustrate e confuse, da politici folli per il
potere o da criminali, incapaci di controllare i loro gretti
desideri. Questa malvagità non ha in realtà
niente a che fare con il male metafisico che incontriamo
nei testi religiosi. L'uomo ha infatti una predilezione
unica per la brutalità e la violenza eccessiva, cosa
che lo distingue dagli altri animali. Noi sembriamo essere
i soli creatori di campi di sterminio, stupri di massa,
macelli e altri assassinî su larga scala. Il male
grigio è umano, fin troppo umano, mentre il male
metafisico è nero come la notte e completamente inumano.
Non di rado, questa caratteristica umana del male grigio
viene giustificata con la bontà. Quante volte vediamo
crudeltà terribili commesse nel nome della bontà?
Centinaia di migliaia di donne furono messe a morte durante
la caccia alle streghe, quando i chierici cristiani tentavano
di combattere Satana e i poteri del male. La Bibbia incoraggia
il genocidio e molti atti crudeli, cosa che spinge il lettore
dotato di senso critico a chiedersi infatti chi sia buono
e chi veramente malvagio. Già gli antichi gnostici
del sec. III ebbero parecchie difficoltà a mettere
insieme il quadro delle cose, e giunsero alla conclusione
che Dio è malvagio e non buono. Gruppi di gnostici
come i Cainiti e gli Ofidiani veneravano i nemici di Dio
come Caino, il Serpente del Giardino dell'Eden e gli Angeli
Caduti.
Le forze del male che appaiono nei miti si ribellano, mettono
in discussione, capovolgono, sono pioniere. Il male metafisico
è duro e splendente come un diamante nero, e distante
- nella sua forza annichilente - come i buchi neri dell'universo,
ed è al contempo affilato come un rasoio e liscio
come seta. L'aspetto più terrificante delle forze
oscure è la loro antichità e la loro distanza,
oltre al fatto che sembrano essere costituite da una conoscenza
che per l'umanità contemplare è già
troppo. Lo scrittore H.P. Lovecraft coglie quest'atmosfera
con le parole che costituiscono l'incipit di una delle sue
storie gotiche: "La cosa più misericordiosa
al mondo, penso, è l'incapacità della mente
umana di correlare tutti i suoi contenuti. Viviamo su di
una placida isola di ignoranza nel mezzo dei neri mari dell'infinito,
e non era previsto che ci spingessimo così lontano".
La conoscenza è indubbiamente un'arma a doppio taglio
che costantemente attira l'uomo a osare sempre di più,
ma che può anche distruggerlo se egli si spinge troppo
in là. Un tema ricorrente nei miti e nei testi religiosi
è che le forze malvagie sono in possesso di una profonda
conoscenza per cui l'uomo, e persino gli dei, sono pronti
a tutto pur di impossessarsene. Dall'apocrifo Libro di Enoch
possiamo apprendere che il più grande crimine degli
angeli caduti è che essi insegnano all'uomo ciò
che accade nei cieli; nel Primo Libro di Mosè l'astuto
serpente offre all'uomo la conoscenza che può trasformarlo
in un dio. Il titano Prometeo, nella mitologia greca, ruba
il fuoco dagli dei e lo dona agli uomini; egli è
quindi punito dal sommo dio Zeus. Nella mitologia nordica
sono i poteri del caos, i giganti primordiali, a possedere
la saggezza somma. Gli Æsir cercano costantemente
di approfittare delle capacità degli eroi o di fare
propria la loro saggezza, anche se - per riuscire nell'impresa
- gli dei devono utilizzare sia il tradimento che la violenza.
La duplice natura della conoscenza si personifica nell'uomo
faustiano, che cerca la verità a ogni costo, non
importa se essa porta direttamente alla dannazione. Secondo
la leggenda, l'erudito mago rinascimentale dott. Faust fa
un patto con il Diavolo per ottenere tutta la conoscenza
del mondo in cambio della propria anima. Il dilemma faustiano
consiste nel fatto che la conoscenza si ottiene ad un alto
prezzo, specialmente se si è incapaci di maneggiarla
correttamente. La leggenda del dott. Faust rivela che il
cercatore spirituale è obbligato a rivolgersi alle
forze oscure per soddisfare la propria sete di conoscenza.
Mefistofele, il Serpente nel Giardino dell'Eden e gli Angeli
Caduti infrangono i limiti e sono i mediatori della conoscenza
proibita. Negli antichi libri di arti oscure possiamo leggere
di un gran numero di demoni che il mago può evocare
per scopi diversi. Sebbene alcuni demoni possano essere
d'aiuto intorno a cose pratiche, come ottenere che le donne
si spoglino davanti al mago, la maggior parte dei demoni
possono dare conoscenza delle scienze e rispondere a domande.
La parola "demone" può essere fatta risalire
al termine greco Daimon, che indicava entità esistenti
tra il mondo degli uomini e il mondo degli dei. Essi erano
mediatori tra i mondi, e in Socrate il Daimon indica il
Sé superiore, o lo spirito guardiano dell'uomo. Solo
quando i demoni furono identificati con gli Angeli Caduti
essi vennero etichettati come assolutamente malvagi.
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Il lato luminoso rappresenta un ordine ideale nella
religione e nei miti, mentre il lato oscuro rappresenta
l'infinito selvaggio che si cela oltre i limiti dell'ordine.
La polarità tra il lato luminoso e il lato
oscuro si riflette nel conflitto tra gli ideali del
classicismo e del goticismo. Le idee classiciste sono
basate su categorie come chiarezza, ragione, luce
e regole. Gli ideali gotici sono metafisici e sono
basati su visioni arcaiche, sui sogni, su ciò
che è oscuro e tenebroso, sull'ispirazione
e sull'infatuazione. |
I pensatori del Rinascimento vedevano i Goti come un segno
della rovina della cultura; il gotico era ritenuto come
l'antipode assoluto della civiltà classica e degli
ideali classici di bellezza. Secondo il gusto classico,
il gotico rappresentava qualcosa di insulso e selvaggio,
di minaccioso e terrificante. Verso la fine del sec. XVIII
il goticismo sarebbe stato rivalutato, e l'architettura
gotica di nuovo apprezzata. Intellettuali tedeschi come
Herder e Goethe abbracciarono il goticismo come ideale estetico.
Sia in Inghilterra che nel continente, artisti e scrittori
furono affascinati dal goticismo. Ciò che durante
il Rinascimento era stato associato all'oscurità
e alla barbarie era ora fonte di grande ispirazione. I romantici
inglesi apprezzavano il gotico e le sensazioni di euforico
terrore invece dei puri, luminosi, strutturati ideali del
classicismo. In un testo del sec. XVIII si legge una lista
di cose che possono indurre queste sensazioni di terrore:
"dei, demoni, inferno, spiriti, anime umane, incantesimi,
stregonerie, tuoni, alluvioni, mostri, fuoco, guerra, peste,
carestia, ecc.". Nel corso del sec. XIX si sviluppò
nell'arte un romanticismo delle rovine, nel quale i cimiteri
e le rovine di chiese gotiche si stagliano insieme alla
natura incontaminata sotto una pallida luna piena. L'esplorazione
dell'oscurità divenne un modo per accrescere la conoscenza
sulla natura occulta dell'uomo, e il goticismo divenne una
forma di espressione del lato d'ombra dell'uomo.
Nella tradizione monoteista occidentale, rivolgersi al lato
oscuro alla ricerca di esperienze spirituali è stato
equiparato alla dannazione, ma se volgiamo l'attenzione
a religioni con una divisione meno netta tra luce e tenebre,
troviamo che anche l'oscurità è stata vista
come fonte di illuminazione: la dea Kali, ad esempio, è
una delle principali divinità del Tantrismo indiano.
Le religioni monoteiste come l'ebraismo, il cristianesimo
e l'Islam hanno focalizzato l'attenzione su di un dio celeste
maschile, e gli altri esseri sovrannaturali sono stati associati
al Diavolo. La forza femminile divina in particolare è
stata connessa al lato oscuro. Il lato luminoso caratterizza
la maggior parte dei movimenti di massa e delle religioni
essoteriche, mentre il lato oscuro enfatizza ciò
che è unico, anormale ed esclusivo.
Molte religioni tentano di pubblicizzarsi dipingendosi come
un sentiero adatto a tutti, che può portare facilmente
e velocemente alla salvezza. Le forme più oscure
di spiritualità non possono essere spacciate in questo
modo, come se fossero uno shampoo o un rivoluzionario prodotto
di bellezza. Il sentiero oscuro non pretende di essere per
tutti. Per percorrere il sentiero oscuro c'è bisogno
della capacità di penetrare sotto la superficie delle
parole, dei simboli e delle immagini. Ribaltare concetti
come bene e male non è operazione priva di pericoli,
ed evocare entità che sono state temute per migliaia
di anni può essere devastante. Sebbene qualcuno possa
sostenere di non essere religioso, è difficile lasciarsi
dietro le vecchie strutture religiose. Nei primi anni novanta
fu condotto in Svezia un battesimo occulto; nei media esso
divenne conosciuto come "il battesimo del Diavolo".
È interessante notare che il fatto ricevette molta
attenzione a dispetto del fatto che la Svezia è uno
dei paesi più secolarizzati del mondo. Si può
avere costantemente prova del fatto che la religione continua
ad avere un impatto notevole sulla visione che l'uomo ha
del mondo, anche se non sempre ce se ne rende conto. Il
pericolo di entrare nel sentiero oscuro non è il
rischio di essere condannati dai puristi religiosi, ma quello
di essere personalmente incapaci di vedere attraverso i
cliché e le descrizioni false impresse sui simboli
oscuri. Il sentiero oscuro non ha nulla a che fare con i
comportamenti esterni, né tanto meno con atti con
cui si fa del male ad animali, persone o proprietà.
Il sentiero oscuro è un processo spirituale ed esistenziale
con il quale l'uomo apre cancelli sui recessi più
oscuri della propria anima.
Entrare nelle regioni qliphotiche è un processo arduo,
che lontano da tutti gli individui conferisce la capacità
di confrontarsi con quello che si nasconde nelle tenebre.
La Qabalah spiega come tutte le scorie, sia umane che derivanti
dalla creazione dell'universo, sono accumulate nei regni
qliphotici, proprio come quando si scava nel terreno emerge
tutto quello che è rimasto sotterrato.All'inizio,
emerge la spazzatura, ma poi, scavando più a fondo,
troviamo tesori e fossili risalenti a antiche ere. Per coloro
che osano percorrere i tunnel degli inferi e il sentiero
oscuro, non c'è in attesa una passeggiata tranquilla,
ma un'esplorazione ardua che sovverte tutti i valori e tutti
i concetti.
L'oscurità è un riflesso di ciò che
è nascosto dentro di noi. Scrutando nell'abisso,
la nostra anima ci si rivela in tutta la sua nudità,
e ci farà sia ridere che urlare. Quando le urla e
le risate si saranno attenuate, scopriremo che la più
importante illuminazione e la più forte luce può
essere trovata nelle profondità più tenebrose.
Il poeta svedese Erik Joahn Stagnelius scrisse "La
notte è la madre del giorni, il caos è il
vicino di Dio": cercando la nostra via nella notte
e nel caos possiamo trovare la fonte della nostra rinascita
e della nostra autocreazione. L'uomo da creazione può
farsi creatore, e dichiarare - come l'angelo caduto ne "Il
Paradiso Perduto" di Milton -: "Qui noi possiamo,
e, al parer mio, regnare/Val bene l'ambizione, è
meglio sempre/ Regnare all'inferno,che servire in Paradiso". |
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I tre concetti fondamentali della Magia Draconiana
sono:
Visione.
Il mago è un visionario che riesce a gettare uno
sguardo profondo nell'illimitato e incanala l'ispirazione
che ne perviene nelle sue azioni.
Forza.
Il mago si sforza di utilizzare la forza potenziale che
è nascosta nell'uomo e nella natura.
Azione.
Il mago trasforma la visione in realtà attraverso
l'azione.
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| I
Cinque Principi Draconiani Elementari |
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Tutto è uno.
Ourobouros, o il serpente che si morde la coda, rappresenta
l'eterno ritorno, e l'inizio è la fine e la fine
è l'inizio, il piccolo è il grande e il grande
è il piccolo, l'Uno è il Tutto e il Tutto
è l'Uno. Ciò che sta al di sopra è
come ciò che sta al di sotto.
Tutto è forza.
L'Universo è forza in forme differenti. La forza
è movimento. La forza si rivela attraverso i sette
raggi, o sette livelli di vibrazione, che rappresentano
i sette colori dello spettro luminoso. Il Drago è
la forza e quando il Drago si manifesta con sette teste,
queste rappresentano i sette raggi. La forza è manifestata
attraverso gli elementi : plasma (fuoco), in forma di gas
(aria), liquida (acqua) o materiale (terra). In se stessa
la forza rappresenta il quinto elemento (l'etere, la quintessenza).
Il simbolo della quintessenza è il Drago.
Tutto è possibile.
Tutti i confini e i limiti sono illusioni. Solo la visione
e la forza dell'uomo creano limiti. Seguire la propria vera
volontà è l'unica legge. L'uomo può
diventare il creatore di se stesso.
Tutto fluttua.
La realtà cambia continuamente. L'ordine è
un'illusione. Attraverso il movimento e l'azione l'uomo
acquista l'energia e la forza di creare la propria vita.
L'inattività conduce alla rovina. Riposare tra le
braccia del Drago significa seguire il flusso della forza.
Tutto esiste.
Nulla esiste. La realtà è una questione di
energia e percezione. Il nichilismo è un'espressione
che rivela mancanza di energia. Il significato esiste se
esiste l'energia. Tutto può essere vero e diventare
vero per mezzo della focalizzazione della giusta visione
attraverso la giusta forza e la giusta azione per un giusto
obiettivo. |
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| Commenti
Esoterici al Tre Principi Draconiani di Base |
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1. La Visione:
La parola Drago deriva da un verbo greco che significa "vedere".
Tale termine può anche voler dire "lampeggiare".
La Magia Draconiana è la magia del "vedere chiaro".
La maggior parte delle persone vivono in una sfera di vetro
annebbiata da loro stessi. Attraverso la foschia essi riescono
a scorgere solo i confini del mondo esterno alla sfera.
La nebbia riflette la loro immagine ed essi interpretano
il mondo esteriore attraverso il loro stesso riflesso. Sono
prigionieri in una "bolla di autocontemplazione".
L'uomo riceve informazioni dall'esterno della sfera solo
dopo averle filtrate attraverso se stesso. Quando raggiungiamo
la conoscenza intellettuale, questa è filtrata
attraverso un dato numero di categorie che creano il nostro
modo di comprendere. Le tre categorie principali attraverso
le quali concepiamo il mondo sono tempo, spazio e causalità
(il principio di causa-effetto). Le categorie creano il
nostro universo, e l'immagine che riceviamo attraverso
l'intelletto e le categorie è ciò che noi
chiamiamo cosmo, ordine e lato della luce. All'interno
del sistema categorico, l'ideale stato di perfetta comprensione
logica ed intellettuale è ciò che nel misticismo
e nelle religioni è stato attribuito al mondo degli
dei. Il mondo esterno alla sfera di vetro è ciò
che viene chiamato caos e ignoto. E' il "lato oscuro".
Inoltre "l'Altra Parte" o "l'Altro"
è in relazione all'uomo che all'interno della sfera
di vetro è il punto di partenza per la sua comprensione
dell' "Uno", dell'"Unico" o del "Primo".
Questi ultimi sono termini che in genere vengono attribuiti
a Dio. Dio o gli dei sono immagini ideali di se stessi,
di come si vorrebbe vedere se stessi e di come si vorrebbe
che la realtà fosse, come nell'immagine di uno
specchio. L'"Altro", o "l'Oscurità"
è l'ignoto che sta al di fuori. Su di esso l'uomo
proietta le sue paure per ciò che è al di
fuori di lui. Il sentiero draconiano del "vedere
chiaro" passa attraverso il liberare la sfera dalla
nebbia affinché il mondo esterno appaia chiaramente
e nella sua completezza. Il sentiero draconiano inoltre
rende possibile la trascendenza al di fuori della sfera.
La visione del mondo esterno è il principio drakon:
"vedere".
2. La Forza
La visione del mondo/dei mondi porta alla conoscenza,
e la conoscenza è forza. Ogni sistema chiuso (come
quello all'interno della sfera) ha una risorsa limitata
di energia. L'energia e l'abilità di percezione
sono tra loro connesse. E' per questo che i sentieri draconiani
(lo Yoga Kundalini, l'Iniziazione Odinistica, l'Alchemia
Typhoniana, etc.) focalizzano l'energia interiore sull'intensificare
la percezione per raggiungere il "vedere chiaro",
che porta alla possibilità di afferrare l'energia
dall'esterno. La forza interiore viene chiamata "il
Drago Interno", e le forza esteriore "il Drago
Esterno".
Tutto è forza e l'energia è differente
e su diversi livelli di vibrazione. Il mondo all'interno
della sfera è un sistema stabile di energia in
forme fisse. L'energia fissa non è accessibile
per l'uomo. All'interno della forma fissa vi è
un nucleo di forza pura, libera e in movimento, come la
lava al centro della terra. Questa è la forza che
il mago utilizza e focalizza per aprire uno squarcio nella
sfera, affinché il mondo esterno sia accessibile.
Nel mondo esterno un'infinita risorsa di forza è
ora accessibile per il mago. Egli usa la forza interiore
per ottenere una visione della forza esteriore. Tale visione
crea una carica di forza interiore che aumenta l'abilità
di vedere e di avere accesso alla forza esteriore. Molta
forza è richiesta per vedere e vedere dona molta
forza.
3. L'Azione
Il terzo principio nella trinità della magia draconiana
è la necessaria conseguenza della visione e della
forza: l'azione. La magia è l'arte e la scienza
di produrre delle azioni, esterne o interne, e ciò
crea la realtà di una visione. Se la ricerca della
visione e la forza superiore del mago non vengono utilizzate
in azioni concrete, esso può "bruciarsi da
solo". L'azione è il canale necessario per
la forza che il mago ottiene attraverso la visione de
"l'Altra Parte". L'azione è l'espressione
della magia. Attraverso la forza delle azioni il mago
può rendere reali le proprie visioni. |
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Il Drago è il serpente alato. Il Drago
unisce il serpente all'aquila, ciò che sta al di
sotto e ciò che sta al di sopra.
Il Drago rappresenta i quattro elementi. Le ali sono
l'Aria. Il corpo da rettile è la Terra. Le squame
sono l'acqua e l'alito ardente è il Fuoco. Perciò
il Drago è il quinto elemento - lo Spirito.
Il Drago è, nella forma di Ouroboros, il serpente
che si morde la coda. Il Drago è l'inizio della
fine e la fine dell'inizio.
Il Drago è oltre il bene e il male, la notte e
il giorno, il maschile e il femminile, il più e
il meno. Il Drago sorge dall'incontro dei contrari. Il
Drago è la polarità tra il positivo e il
negativo.
Il Drago è il simbolo del Tao - il Viaggio - e
il Viaggio è l'obiettivo. Il Drago è eternità
dinamica.
L'oscurità è l'ignoto, che viene represso
dal cosciente. Nell'oscurità è nascosto
il segreto dell'anima.
Se accendiamo una candela appare un'ombra. Più
ci sforziamo di raggiungere la luce, più la nostra
ombra cresce alle nostre spalle.
Nell'oscurità noi possiamo provare paura. Affrontando
l'oscurità affrontiamo la paura e possiamo liberarcene.
Se fuggiamo l'oscurità la nostra paura per ciò
che vi è in essa aumenterà.
Nel Dragon Rouge, l'obiettivo è un equilibrio
tra oscurità e luce, tra creativo e distruttivo.
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